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da http://it.wikipedia.org/wiki/Giampaolo_Giuliani:

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Motivo: Ci sono notevoli problemi di coerenza.l In alcune sezioni si legge che G. prevede la scossa del 6/4 ed esce di casa, invitando pure gli amici a farlo e portando in salvo la famiglia. In una dichiarazione successiva però G. afferma di essere stato a casa al momento della scossa. francamente mi sembra alquanto improbabile che abbia invitato gli amici (vedi la sezione su Stefania Pace) ad uscire di casa, accompagnato i familiari e poi lui vi sia tornato dentro. Visto che il caso è molto dibattuto, mi sembra doveroso selezionare le fonti e cercare una certa ridondanza, non accontentandosi del primo sito internet

(…) Attualmente lavora presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) come collaboratore tecnico non laureato dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario[3] di Torino, una delle venti strutture dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

(…)Dopo studi, test ed esperimenti realizzati a L’Aquila, Giuliani, indipendentemente dalla scienza ufficiale e dai geofisici di tutto il mondo (varie fonti hanno sostenuto che sia stato “snobbato” [17], nonostante non risulti che lui stesso abbia mai tentato di far pubblicare articoli nelle riviste scientifiche attinenti) riesce a realizzare un completo sistema di monitoraggio che a suo giudizio è in grado di prevedere i terremoti [17]; il sistema è stato collaudato dal Dipartimento di Ingegneria delle strutture, delle acque e del terreno (Disat) dell’Università dell’Aquila, dall’11 al 19 Aprile 2008 durante l’attività di campo per la mitigazione e previsione del rischio sismico( Piazza del Teatro- Scuola “De Amicis-L’Aquila). Questa personale ricerca si è potuta attuare solo grazie al finanziamento privato[11].

Nel maggio del 2006, sostenendo l’importanza del “sistema”, era stata fatta esplicita richiesta di finanziamento per l’espansione e il potenziamento della rete di rilevamento per la previsione dei terremoti al direttore della Protezione Civile Italiana Guido Bertolaso, senza esito positivo[18]. Giampaolo Giuliani ed alcuni collaboratori si ritrovano così a lavorare nella loro sala sismica allestita nei sotterranei della scuola elementare “De Amicis”, a San Bernardino, per la raccolta dei dati dei suoi rivelatori di radon, gli MP4 ed MP2 [19], fin dall’agosto del 2008, studiando le emissioni di radon in occasione di più di 4500 scosse, con epicentro dalla Valle d’Aosta fino a Pantelleria[17]. I dati raccolti da questo monitoraggio hanno portato lui e i suoi assistenti ad una conclusione statistica del tutto particolare:[17]

Abbiamo notato che la maggior parte dei terremoti si verificano durante i mesi invernali, o meglio, quando il sistema terra-luna è nel perielio, quindi più vicino al sole. In inverno, quando la terra subisce uno stress gravitazionale maggiore, si registrano più eventi sismici (60-70%) che in estate. La percentuale si mantiene ancora più alta quando c’è la luna nuova. Il magma che scorre sotto la crosta terrestre risente delle attrazioni gravitazionali, come accade per gli oceani

Tuttavia, la sua affermazione riguardante l’influenza delle stagioni sull’incidenza dei terremoti è in contrasto con i dati del più importante database storico di terremoti al mondo, quello del National Geophysical Data Center [20], nonché con l’opinione dell’U.S. Geological Survey Earthquake Hazards Program [21].

In un’intervista risalente al 25 marzo 2009 Giuliani dichiarava:

Quest’anno questo sciame sismico è stato più intenso e con delle scosse più forti, che sono state rilevate dalla popolazione. Lo sciame non è un fenomeno preparatorio ad un evento sismico più rilevante, né ha correlazione con grandi piogge o nevicate, come ho sentito dire da molti. È un fenomeno normale per una zona come quella di L’Aquila.[22]

E proseguiva dicendo:

Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo.[23]

DOPO  il terremoto dell’Aquila del 6 aprile del 2009 e riferendosi stavolta alle registrazioni dei suoi apparecchi poche ore prima dell’evento, Giuliani afferma di avere notato un consistente incremento di radon in concomitanza di uno sciame sismico, senza rilascio d’energia, quindi un accumulo di energia che prima o poi a suo dire si sarebbe certamente scatenata in una grande scossa. In uno stato d’animo che egli descrive come “sconvolto ed impotente”, tenuto conto anche dell’avviso di garanzia ricevuto per la precedente previsione errata fatta la settimana prima riguardo ad un fenomeno sismico che sarebbe dovuto scatenarsi a Sulmona, non sapendo cosa fare, si sarebbe limitato a mettere al sicuro la sua famiglia fuori casa. Avrebbe scelto invece di rimanere comunque nella sua abitazione, confidando nella resistenza di questa (che non avrebbe subito lesioni di sorta), per osservare l’arrivo dell’evento.

Giuliani è arrivato a rivolgere una pesante ed inusitata accusa al mondo scientifico, sostenendo che anche con i mezzi ordinari a disposizione dei sismologi si sarebbe potuto ugualmente prevedere l’imminente catastrofe ( n.d.r.DOPO?)

(…)Con i suoi interventi Giuliani ha riportato all’attenzione pubblica il tema della previsione dei terremoti, dopo il primo tentativo del 1985, quando su segnalazione di Enzo Boschi il Ministro Giuseppe Zamberletti fece evacuare centomila persone da 10 comuni della Garfagnana senza che poi si verificasse alcun fenomeno sismico di rilievo.[27]

(…)Giuliani era balzato agli onori della cronaca nel marzo 2009 per le dichiarazioni del Sindaco di Sulmona.[28][29] La previsione, fatta dopo la scossa del 29 marzo mattina (3.8 Ml, la più forte tra quelle avvenute nel bacino), era stata comunicata via telefono al Sindaco di Sulmona e, secondo quanto riferito alla stampa dal sindaco stesso, avrebbe riguardato un sisma “disastroso” previsto per il pomeriggio del 29 marzo (che non si è verificato), causando notevole agitazione ai cittadini di Sulmona. In seguito a ciò, Giuliani ha ricevuto un avviso di garanzia per procurato allarme dopo che il capo della protezione civile Guido Bertolaso ne aveva chiesto una “punizione esemplare”.

(…) 

Le prese di posizione di Giuliani dopo il terremoto hanno suscitato forti polemiche ed hanno indotto lo stesso INAF ad esprimersi in modo ufficiale con la seguente dichiarazione: “le attività del signor Giuliani rispetto la presunta possibilità di previsione di terremoti non sono una ricerca INAF, ma vengono svolte dal Giuliani stesso per scopi personali al di fuori dell’orario di servizio per l’Istituto”.[39]

Enzo Boschi ha criticato Giuliani e il suo sistema di monitoraggio dicendo: “perché chi sostiene di avere scoperto questo metodo di previsione dei terremoti non lo pubblica su una rivista scientifica? … Alla stampa ci si rivolge di regola solo dopo una pubblicazione“.[40]

Anche il professore Robert Holdsworth, direttore del Consiglio di Studi e docente di Geologia Strutturale al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Durham in Inghilterra, dopo aver rilevato che “Giuliani ha sbagliato nel predire sia il punto esatto del terremoto, sia il momento in cui si sarebbe scatenato“, ha criticato il metodo suggerito da Giuliani sottolineando il fatto che “il radon si manifesta ma non può essere un fattore di previsione attendibile“.[41]

In un articolo sul New York Times, Susan Hough, geofisica dell’United States Geological Survey spiega le sue preoccupazioni riguardo la metodica di Giuliani e tutte le tecniche basate su cosiddetti “segnali sporchi” (noisy signal).[42] Ciò non significa però che il mondo scientifico neghi a prescindere l’interesse nel radon ed in generale nello studio dei possibili precursori sismici: Pier Francesco Biagi, docente di Fisica all’Università di Bari, nel 2005 ha presentato un progetto alla Regione per l’installazione di 25 centraline per il rilevamento di radon, che non è stato approvato, mentre addirittura Calvino Gasparini, dell’Istituto nazionale di geofisica, ritiene che oggi sia più attendibile per la previsione dei terremoti l’analisi storico-statistica.[43]

Carlo Gorgoni, ordinario di geofisica applicata all Università di Modena-Reggio, sostiene di avere utilizzato il metodo del radon nella previsione di ben quattro terremoti fra gli anni ottanta e il 2000, in concomitanza con l’aumento in faglia del gas, e sostiene che con il radon è possibile “riuscire ad evidenziare delle anomalie più o meno grandi che siano la spia del verificarsi di un terremoto più o meno grande“. Il monitoraggio è avvenuto nell’ambito delle Salse di Nirano (Gorgoni sostiene che l’ambiente molto particolare è stato un elemento chiave nei suoi esperimenti), con un sistema di apparecchiature finanziato dalla provincia. Gorgoni resta ad ogni modo scettico sulla previsione fatta di Gianpaolo Giuliani riguardo al terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, ma condivide parzialmente le sue teorie dicendo che “aveva visto giusto”. [44]

Si sono invece schierati nettamente contro le pretese di Giuliani Hiroshi Wakita, nipponico, che studia il problema da oltre 30 anni, e Ralph J. Archuleta, direttore dell’Earth Scienze Department dell’Università della California a Santa Barbara; quest’ultimo ha dichiarato[45]:

  « quella del rapporto tra il Radon e i terremoti è una teoria di cui si discute da anni […] Se ci trovassimo di fronte ad una legge universale si dovrebbe verificare un sisma ogni volta che aumentano le concentrazioni di Radon, e invece è vero il contrario: nella maggioranza dei casi non succede nulla »
   

L’intervento di Science [modifica]

Nel numero del 17 aprile 2009 dell’importante rivista Science è uscito un breve articolo di Richard A. Kerr che riassume l’intera vicenda esprimendo un punto di vista molto critico su Giuliani ed attribuendogli le previsioni errate che il tecnico sostiene invece di non avere mai effettuato. Kerr riporta poi alcune affermazioni di Warner Marzocchi, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (autore tra l’altro di uno studio riguardante la possibilità di predizione dei terremoti con metodi statistici, pubblicato nel giugno 2008 dalla rivista Annals of Geophysics[46]), che, pur tentando di stemperare la polemica, sono altrettanto critiche:[47]

  « Io penso che parli in buona fede, ma posso dire che tutte le cose che ha presentato sono ad un livello bassissimo dal punto di vista scientifico. Questo non vuol dire che il radon non sia un potenziale precursore, [ma] non ho visto nessuna prova che questo metodo possa funzionare. »
   

Riferendosi più specificamente a due dei documenti messi a disposizione online da Giuliani, Marzocchi dice inoltre:[48]

  « È difficile trovare alcunché di buono nel suo lavoro »
   

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